Aumento del diritto annuale camerale nel triennio 2026–2028: cosa cambia per le imprese
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha approvato un decreto, datato 17 marzo 2026, che introduce un incremento del 20% del diritto annuale dovuto alle Camere di commercio per ciascuno degli anni dal 2026 al 2028. Il provvedimento è stato registrato dall’Ufficio centrale di bilancio il 10 aprile 2026 e successivamente dalla Corte dei conti.
Obbligo di conguaglio per chi ha già pagato
Le imprese che hanno versato il diritto annuale applicando gli importi precedenti dovranno effettuare un conguaglio entro novembre 2026, in coincidenza con il pagamento dell’acconto delle imposte (Irpef/Irap). Nel documento si legge che l’aumento riguarda tutte le Camere di commercio del territorio nazionale.
Finalità dell’aumento
Le maggiori entrate sono destinate a finanziare progetti specifici approvati dalle Camere di commercio, ciascuno corredato da delibera e data di approvazione. Gli enti camerali dovranno predisporre una rendicontazione dettagliata dei costi sostenuti, validata dal collegio dei revisori, e trasmetterla al Comitato di valutazione delle performance del sistema camerale, istituito dalla legge 580/1993.
Gestione delle risorse non utilizzate
Il decreto chiarisce che le somme aggiuntive già incassate grazie al precedente aumento del 20% (previsto dal DM 23 febbraio 2023) e non ancora impiegate non potranno finanziare nuovi progetti, ma dovranno essere destinate esclusivamente ai programmi già pianificati.
Comunicazione dei fondi residui
Le Camere di commercio dovranno comunicare al MIMIT, tramite Unioncamere, entro il 30 giugno 2026, l’ammontare delle risorse ancora disponibili. Tali fondi dovranno essere utilizzati entro il 31 dicembre 2026.